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La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. 

Papa Francesco, Laudato si’, 13

Come partire e come procedere

Come partire:
La costituzione della Caritas parrocchiale può avvenire seguendo diverse strade:
– il consiglio pastorale parrocchiale sente il bisogno di aver una commissione per la carità che sia nello stesso tempo stimolo e strumento del suo lavoro;
– il parroco ha intenzione di riunire i rappresentanti dei vari gruppi caritativi ed alcuni laici sensibili per una collaborazione più stretta nell’animazione della carità;
– la comunità parrocchiale stessa, dopo un’esperienza particolarmente coinvolgente, vuole darsi degli strumenti di studio e formazione per capire meglio quali scelte fare nel servizio;
– i diversi gruppi caritativi ricercano un collegamento più stretto in vista di una collaborazione reciproca e di una sensibilizzazione allargata,
– nella parrocchia non esistono volontari disponibili al servizio; il parroco e pochi altri si chiedono come richiamare la comunità cristiana alla necessaria testimonianza della propria fede nella solidarietà verso chi soffre.

In ogni caso è opportuno che i membri della Caritas parrocchiale siano ufficialmente riconosciuti nel loro compito. questo avviene in una riunione del consiglio pastorale e/o all’interno di una celebrazione comunitaria. E’ utile definire con chiarezza i suoi compiti in uno statuto o, comunque, in un documento programmatico.

Come procedere:
La complessità e la difficoltà dei compiti affidati alla Caritas parrocchiale potrebbero scoraggiare chi si prepara a prestarvi il proprio servizio. In realtà, senza nascondersi le difficoltà, l’essenziale è dar vita a questa nuova presenza co una grande speranza. L’obiettivo da raggiungere è che la comunità parrocchiale sia caratterizzata e riconoscibile dallo spirito e dall’esercizio della carità. Forse si tratta di un obiettivo che non sarà mai completamente raggiungibile; la vita di carità, come la vita di fede, sia a livello individuale, sia a livello comunitario, è più un “cammino” che un traguardo, più un “processo vitale che una tappa definitiva”. È necessario, tuttavia, acquisire da subito un metodo di lavoro che permetta di rimanere fedeli a quello per cui la Caritas parrocchiale è stata pensata e voluta. Si tratta di aiutare la comunità a compiere alcuni passaggi:
– da una carità occasionale a un costume di vita;
– da una carità ridotta ad elemosina ad una carità che si concretizza nei fatti;
– da una carità vissuta individualmente ad una carità vissuta anche a livello comunitario;
– da una carità assistenziale ad una carità come spinta di liberazione.

È molto utile programmare degli obiettivi circoscritti da perseguire ogni anno (all’interno di un programma pastorale pluriennale) in modo tale da permettere periodicamente una verifica del lavoro svolto.

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