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La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. 

Papa Francesco, Laudato si’, 13

Il chiodo fisso della Caritas parrocchiale

L’ amore preferenziale per i poveri è una forma speciale di primato nell’esercizio della carità, testimoniata da tutta la Tradizione della Chiesa e riferita alla vita di ciascun cristiano (Sollecitudo reis socialis – cap. 42).
il documento della Conferenza episcopale italiana “La Chiesa italiana e le prospettive del Paese” ha usato a riguardo parole forti e molto precise:
“dobbiamo decidere di ripartire dagli ultimi che sono oggi il segno drammatico della crisi attuale”;
“bisogna esaminare seriamente la situazione degli emarginati che il nostro sistema di vita ignora e perfino coltiva;
“con gli ultimi e gli emarginati, potremmo tutti recuperare un genere diverso di vita, demoliremo anzitutto gli idoli che ci siamo costruiti: potere, consumo, denaro, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostre possibilità”.
“Ripartire dagli ultimi” è, allora, la prospettiva che si pone al centro delle preoccupazioni della Caritas parrocchiale.
Con la guida della parola di Dio e in risposta ai bisogni più urgenti, la Caritas parrocchiale si deve porre periodicamente questa domanda:
“cosa deve modificare la comunità parrocchiale se vuole ripartire dagli ultimi?”.
Per rispondere a questo interrogativo è di estrema importanza il coinvolgimento dell’intero Consiglio pastorale parrocchiale.
Lo schema riportato di sotto può essere un’ utile traccia di lavoro.



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