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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Un piano di lavoro

Ecco un piano di lavoro articolato in più punti che potrebbe guidare una Caritas parrocchiale. Nelle diverse fasi, e all’interno di un cammino parrocchiale unitario, potranno essere valorizzate la competenza, l’esperienza e la sensibilità di laici, sacerdoti e religiosi, di volontari e di professionisti. Inoltre, considerata la natura e la complessità dei bisogni della nostra società, sono prevedibili stimoli ed opportunità per una collaborazione tra due o più parrocchie.

1) Censimento delle risorse e dei bisogni presenti nella comunità e nel territorio.
2) Definizione delle priorità in base alla gravità, all’estensione e all’urgenza dei bisogni.
3) Scelta del bisogno da affrontare per primo.
4) Raccolta dei dati quantitativi del bisogno scelto.
5) Approfondimenti dei diversi aspetti del problema (ascolto della parola di Dio; analisi del magistero della Chiesa; lettura di studi e ricerche; realizzazioni di indagini; confronto con le diverse opinioni sul tema – giornali, libri, dibattiti, etc.-); conoscenza della legislazione nazionale e regionale.
6) Analisi di come la comunità cristiana si pone di fronte al bisogno esaminato. Questo richiede:
– un’analisi della mentalità e degli atteggiamenti;
– un’analisi dei fatti (catechesi, preghiera dei fedeli, comportamenti, organizzazione pastorale, iniziative, opere, informazione, volontariato, etc.).
7) Analisi di come la comunità civile si pone di fronte al bisogno esaminato. Questo comporta:
– un’analisi della mentalità e degli atteggiamenti;
– un’analisi dei fatti e dei comportamenti (risorse destinate nel bilancio, servizi, azione educativa nella scuola, comportamento del sindacato, spazio nell’informazione, etc.).
8) Scelta dei modi e dei tempi per stimolare la comunità cristiana e quella civile ad una risposta solidale a fronte del problema. Questo richiede di programmare (anche all’interno di un arco di tempo di più mesi o di più anni):
– un’informazione attenta e puntuale sui vari aspetti del bisogno anche nel suo evolversi;
– l’individuazione e la proposta di occasioni e di progetti concreti i cui i singoli, le famiglie, i gruppi, gli enti preposti, le istituzioni possono esprimere in concreto la propria solidarietà o il loro doveroso servizio.
9) Appoggio e sostegno alle iniziative che scaturiscono dal lavoro precedente.
10) Scelta di un altro “bisogno” da affrontare (si riparte – a seconda dei casi- dal punto 1 o dal punto 3).

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