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 Le sue parole “i poveri li avete sempre con voi” stanno a indicare anche questo: la loro presenza in mezzo a noi è costante, ma non deve indurre a un’abitudine che diventa indifferenza, bensì coinvolgere in una condivisione di vita che non ammette deleghe. I poveri non sono persone “esterne” alla comunità, ma fratelli e sorelle con cui condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l’emarginazione, perché venga loro restituita la dignità perduta e assicurata l’inclusione sociale necessaria. D’altronde, si sa che un gesto di beneficenza presuppone un benefattore e un beneficato, mentre la condivisione genera fratellanza. L’elemosina, è occasionale; la condivisione invece è duratura. La prima rischia di gratificare chi la compie e di umiliare chi la riceve; la seconda rafforza la solidarietà e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia.

(Papa Francesco, Messaggio per la V Giornata Mondiale dei Poveri)

Dati OCSE 2012

In tempi di crisi anche la cooperazione e gli aiuti ai Paesi impoveriti soffrono. Quanto lo certifica il dato sull’aiuto pubblico nazionale allo sviluppo pubblicato lo scorso 3 aprile dall’OCSE per il 2012, secondo cui lo scorso anno la quota totale degli aiuti dei paesi Development Assistance Committee (Dac) è scesa a 125 miliardi di dollari, pari allo 0,29% del reddito nazionale lordo, un 4% in meno rispetto al 2011. L’andamento medio dei 23 Paesi OCSE e degli europei tra 2011 e 2012 è, infatti, negativo, tranne per l’Austria, il Lussemburgo, la Germania, l’Australia, la Svizzera e la Nuova Zelanda. La contrazione è quasi nulla per Danimarca, Finlandia e Regno Unito, ma rispetto all’impegno europeo per l’aiuto allo sviluppo che doveva essere raggiunto nel 2010 (lo 0,51% del PIL), solo Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Regno Unito continuano a rispettare quanto sottoscritto nel 2005.

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