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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Racconto dell’esperienza vissuta dal gruppo del Servizio Civile che ha partecipato all’incontro nazionale dello scorso 12 marzo

A Roma i giovani del Servizio Civile

Abbiamo atteso tanto questo viaggio e finalmente è arrivato! Il 12 Marzo,in occasione della festa di San Massimiliano di Tebessa,il Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile ha invitato a Roma i giovani che stanno svolgendo il servizio con Caritas, Agesci, Azione Cattolica Italiana, e tanti altri enti cattolici. La Caritas Turritana non poteva naturalmente mancare.La giornata di sabato è cominciata molto presto, sveglia all’alba per entrare in Piazza San Pietro, pronti ad accogliere gli insegnamenti del Papa durante la sua udienza giubilare.L’attesa sempre più impaziente è stata ripagata dall’emozione di poter vedere il Papa passare proprio a due passi da noi.Ammirare da così vicino il suo sorriso e il suo sguardo da vero padre e pastore è stata un’introduzione perfetta alle parole che da lì a poco avremmo ascoltato.Il tema dell’udienza non poteva che essere la misericordia, con un’attenzione particolare data al servizio e al dono gratuito all’altro:“essere misericordiosi come il Padre significa seguire Gesù sulla via del servizio” e perciò imparare prima di tutto dal suo esempio, dal suo farsi servo nonostante sia il Signore, dal suo inchinarsi umilmente a lavare i piedi ai suoi amici.Dopo la benedizione abbiamo avuto la possibilità di passare attraverso la Porta Santa, per toccare con mano l’infinita misericordia di Dio. È stato un momento importante in cui la grazia del perdono era accompagnata da una rinnovata consapevolezza che il dono appena ricevuto va moltiplicato e ridonato agli altri sotto forma di servizio amorevole.Al pomeriggio ci siamo spostati nella chiesa di San Gregorio VII per l’incontro riservato a noi giovani in Servizio Civile. Siamo partiti con la lettura degli atti del martirio di San Massimiliano di Tebessa, un esempio di coraggio e di vero obiettore di coscienza che ha pagato con la sua vita la scelta di non imbracciare le armi.Dopo i saluti di S.Em. Card. Francesco Montenegro, presidente della Caritas Italiana, di Calogero Mauceri, capo Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e di Francesco Violi,rappresentante volontari Consulta nazionale servizio civile, Nicola Ferrante ha guidato l’alternarsi di testimonianze di giovani da tutto il mondo con la domanda-guida:“come vincere l’indifferenza nel servizio che stai svolgendo?”.Sentire il loro entusiasmo in situazioni non sempre facili ha rinnovato in noi il forte desiderio di continuare con gioia il nostro servizio,non in attesa di un futuro migliore ma già protagonisti attivi di un presente vivo, che cambia e cresce insieme a voi.I giovani del Servizio Civile.

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