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«Non distogliere lo sguardo dal povero» (Tb 4,7)

Dal 29 luglio al 9 Agosto cinque giovani accompagnati da due sacerdoti e da due operatori dell’ Ufficio animazione sono stati in Romania per la missione estiva.

Testimonianza I clown-missionari 2016

Ogni anno l’ufficio animazione della Caritas di Sassari organizza la missione in Romania.Anche quest’anno un gruppo di nove giovani è partito per Braila, con destinazione la casa famiglia “il sorriso di Mariele", ospiti delle suore francescane del Sacro Cuore di Gesù. Una sveglia un po’ diversa dal solito ha dato inizio alle“giornate speciali”, grazie ai clown-missionari che hanno sommerso di abbracci e baci i bambini della casa alloro risveglio. Il clown, come sempre, è stata la figura principale che ha accompagnato e aiutato i nostri ragazzi missionari a rapportarsi con le difficili realtà e sostenere le tante attività con la gioia necessaria.Se chiedessimo a ogni missionario come ci si sente a Braila tutti direbbero “mi sento a casa”.Ci si sente a casa perché si vive ogni giorno l’aria di casa con le suore, i ragazzi e i bambini, condividendo i pasti,guardando i film e soprattutto giocando tutti assieme. I più piccoli hanno dipinto i capelli da chef, la propria faccia,hanno ballato, pitturato, con il continuo correre saltare e cadere a terra e il conseguente pianto che solo il bacio del clown faceva smettere risanando le “tremende ferite”. I più grandi si sono sbizzarriti con l’acrobatica e la giocoleria,per ore ed ore senza alcuna paura e lasciando inascoltate ler accomandazioni di stare attenti. Hanno fatto di testa loro ealla fine è andata bene comunque.I clown-missionari hanno potuto visitare anche l’Istituto Penitenziario Minorile che ospita un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Qui, superato il momento di diffidenza iniziale, sono riusciti a creare un rapporto empatico, di fiducia, condividendo la gioia nel fare figure difficili di acrobatica e nel riuscire a giocolare. Non importavano i motivi che hanno portato quei ragazzini all’interno della struttura, la cosa importante era farli sentire accettati,accolti e amati. Al termine delle giornate-missione i ragazzi della casa e i ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile hanno fatto uno spettacolo finale per tutti bambini. Giornate davvero speciali, faticose, vissute nella dimensione del gruppo che si sostiene incoraggiandosi a vicenda, confrontandosi per capire insieme come fare meglio il bene. Un gruppo affiatato e unito dalla voglia di essere l’uno per l’altro e gratificato dal semplice abbraccio di questi piccoli, bisognosi soprattutto di gioia.

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