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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Commento vangelo 26 dicembre

Sacra Famiglia

Commento Vangelo di Matteo 2,13-15.19-23

La Solennità del Santo Natale ci ha donato l’opportunità e la grazia di contemplare il mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Lui, il Signore della vita si fa uomo, viene ad abitare tra noi, e sceglie di realizzare questo attraverso una famiglia composta da Maria e Giuseppe. Una famiglia tutta speciale, della quale sappiamo che Maria concepisce per opera dello Spirito Santo, e che Giuseppe accetta nella fede il compimento di questo disegno di Dio. Il Natale ci offre, dunque, la possibilità di contemplare la Sacra famiglia, che diventa così immagine ed esempio per ogni nostra famiglia. Maria, Madre di Dio e Madre nostra, scelta per essere la madre del Figlio di Dio, con il suo sposo, Giuseppe, uomo obbediente e padre di Gesù, secondo la legge, si prendono cura del Figlio di Dio in un processo di crescita e di educazione che li vede protagonisti di una storia nella quale loro non sono solo “genitori”, ma diventano ascoltatori e discepoli del Figlio, e tutta la loro vita sarà vissuta in funzione di questo mistero.

Il vangelo di questa domenica ci fa incontrare una famiglia concreta, che dopo lo stupore della nascita di Gesù e dopo la visita dei pastori e dei magi, entra in una dimensione di sofferenza e travaglio: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò; Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo”. Emerge in modo chiaro la responsabilità e la premura di Giuseppe per la famiglia, ma anche il travaglio e la gravità della situazione. E Gesù vive la sua dimensione di figlio come in ogni famiglia, in atteggiamento di accoglienza, ascolto e sottomissione, pur essendo il Figlio di Dio.

Dinanzi alla attuale crisi della famiglia e a tanti differenti modelli familiari posti davanti all’attenzione di tutti, la festa odierna ci offre un modello ben preciso e chiaro a cui attingere e da imitare. Siamo fortemente invitati a guardare la famiglia di Nazareth come ad una fonte a cui attingere forza e nuova linfa, perché le nostre famiglie ritrovino il coraggio di camminare nella via dell’ascolto, dell’accoglienza reciproca e della cura l’uno per l’altro, consapevoli che ciascuno degli sposi è dono, così come la nascita del figlio è dono e non diritto o pretesa. Pur nel rispetto di tutti, oggi ci vien ricordato che la famiglia di Gesù è il modello esemplare per ogni famiglia che si pone sulla strada di Dio nel cammino della fede. La presenza di Gesù Figlio di Dio nella Sacra Famiglia, ci offre la garanzia della sua stessa presenza, in modo misterioso, in ogni famiglia. Solo Lui può offrire la forza tra le debolezze della vita, solo Lui diventa ricchezza tra pe povertà morali e di senso di tanti sposi, solo Lui offre la gioia e la fedeltà a chi non trova più la capacità di ricominciare a sperare. Affidiamo al Signore, in questo giorno, tutte le famiglie, perché la famiglia di Nazareth sia esempio e forza tra le prove della vita.

Fr. Giuseppe Piga

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