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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Commento vangelo 5 gennaio 2020

Commento Vangelo Giovanni 1,1-18

Il Vangelo di questa Domenica, attraverso il Prologo di Giovanni, ci riporta ai giorni di natale e alla bellezza del mistero dell’Incarnazione. Siamo invitati a contemplare silenziosamente il mistero del Verbo, di Colui che era da principio presso Dio, e si è fatto carne. Lui, il Verbo, è venuto tra i suoi, ma i suoi non lo hanno accolto. A noi vien dato di riconoscerlo e accoglierlo!  Chiediamoci dunque chi è Gesù? Abbiamo il desiderio di accoglierlo? L’evangelista Giovanni ci dice che” a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.  Il Verbo che si fa carne, si abbassa alla nostra condizione per servirci, perdonarci, accoglierci, ascoltarci, senza troppi calcoli ma unicamente per salvarci. Celebriamo il chinarsi di Dio sull’umanità, il farci dono della sua vita immortale attraverso la strada dell’umanità che lui sceglie per se. Questo mistero rivelato a noi, è un dono ma anche una eredità da accogliere e una responsabilità da assumersi nei confronti di ogni uomo incontrato nel cammino della vita. Tutti sono destinatari della salvezza e tutti vengono raggiunti dalla Grazie e dall’amore di Dio, attraverso la Parola, i Sacramenti, e attraverso le varie forme di accoglienza, ascolto e servizio che noi saremo capaci di mettere in atto.Accogliere in noi la Parola, sembra molto facile, ma in effetti ci viene chiesto di trasformare questa accoglienza in azioni concrete e atteggiamenti di vita. La fede che abbiamo ricevuto non si testimonia stando nelle nostre comodità, egoismi, e presunta tranquillità, ma è un dono di liberazione per noi e per quanti sono alla ricerca di un nuovo senso alla loro vita e una risoluzione coraggiosa alle proprie povertà.  Il mistero del natale rende tutti noi “luogo” dove Gesù viene a nascere e ad abitare, e tutti siamo chiamati ad essere figli di Dio nella misura in cui accogliamo Lui nella nostra vita. Il Verbo ha posto la Sua tenda tra noi, e noi, sua Chiesa lo accogliamo con l’impegno e la responsabilità di curare le ferite dell’umanità. Papa Francesco dice che la Chiesa deve essere “accampata come un ospedale da campo”, capace di esercitare il suo potere, non da un palazzo, ma da una tenda, così come Gesù ha insegnato con la sua vita. Chiniamoci anche noi sull’umanità sofferente per servire i fratelli poveri, sofferenti e quanti vivono una qualche forma di disagio.Chiediamo al Signore quanto la Colletta di oggi ci fa pregare:”Padre di eterna gloria, che nel tuo unico Figlio ci hai scelti e amati prima della creazione del mondo e in lui, sapienza incarnata, sei venuto a piantare in mezzo a noi la tua tenda, illuminaci con il tuo Spirito, perché accogliendo il mistero del tuo amore, pregustiamo la gioia che ci attende, come figli ed eredi del regno.

Fra Giuseppe Piga

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