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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Una solitudine che muove oltre l’indifferenza

L’attività frenetica di raccolta viveri e consegna della spesa per andare incontro a centinaia di richieste di aiuto pervenute in questo mese di emergenza è certamente ben descritta dai numeri che ci dicono il grande movimento di persone coinvolte nell’instancabile attività di volontariato, insieme alla generosità delle donazioni di spesa e denaro. Ai 1700 pacchi di alimenti finora preparati corrisponde il lavoro di circa 20 volontari, che tutti i giorni turnano, mattina e sera, per raccogliere i viveri provenienti dall’iniziativa “Spesa sospesa” o acquistati tramite le donazioni in denaro. Un pacco standard consegnato a domicilio contiene: 3kg di pasta, 1kg di riso, 2 l di latte, 5 scatolette di tonno, 1kg di zucchero, 1 conf. di succo di frutta, 1 conf. formaggio, 1 pacco di caffè, 1 l di olio, 1 conf. di biscotti, merendine, fette biscottate, 3 bottiglie di passata di pomodoro o 6 barattoli di pelati, 3 barattoli di legumi, 1 kg di farina, 1 confezione di carta igienica e scottex, 1 prodotto per l’igiene personale, 1 prodotto per la casa o biancheria. Ulteriori 30 volontari, oltre alle associazioni coinvolte dalla Protezione Civile, si sono occupati di recapitare la spesa a domicilio. A questi si aggiungono ancora i circa 40 volontari che garantiscono il regolare servizio presso le mense e gli ostelli, tutti i giorni della settimana.
Non meno impegnativa è l’attività delle parrocchie, che hanno visto aumentare di circa il 30% il numero delle famiglie da aiutare: mediamente 50-70 nuclei familiari si rivolgono alla propria comunità ecclesiale che risponde in maniera strutturata, con metodo e creatività, alle richieste.
I numeri però non hanno la capacità di raccontare gli stati d’animo di chi si è trovato in difficoltà, tanto da doversi rivolgere alla Caritas per poter mangiare. I numeri non possono esprimere le solitudini che la condizione di povertà porta sempre con sé. Sono situazioni e volti di persone che hanno visto aggravarsi il proprio disagio o di chi, non avendo più lavoro, sta conoscendo la triste realtà di non poter sostenere se stesso e la propria famiglia. Sono storie di umanità ferita che hanno bisogno soprattutto di essere ascoltate e aiutate a ritrovare la propria autonomia perduta, in un periodo in cui l’intero sistema sociale è stato destabilizzato da lacerazioni che chiedono di essere sanate attraverso azioni di solidarietà e giustizia che, forse, fino ad ora il sistema socio-economico non ha garantito, trascurando il bene comune a vantaggio del profitto.
Oltre gli aiuti materiali e al bisogno contingente, è sempre più urgente spendersi per creare una nuova cultura della prossimità, che superi l’indifferenza. La strada è già stata indicata tempo fa dal magistero del Vescovo Gian Franco, che ci ricorda l’importanza fondamentale di ascoltare le presenze lasciandoci interpellare da chi abita nella porta accanto. Da questi presupposti è possibile riflettere, programmare e ricostruire.
I contatti di riferimento della Caritas per questa emergenza sono: caritasturritana@libero.it
Ufficio Comunicazioni Caritas: 3519144115
Centro di Ascolto Immigrati: 3492614831 (anche whatsapp)
Centro di Ascolto Italiani: 079 2120857

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