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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Commento vangelo 24 maggio 2020

Commento al Vangelo di Matteo 28,16-20

IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZA DELLA FEDE

Celebriamo, in questa domenica, la solennità dell’Ascensione al cielo del Signore Gesù Cristo, che in Italia, per praticità, è stata trasferita dal giovedì del quarantesimo giorno dopo Pasqua, alla domenica successiva. In questo giorno solenne, celebriamo la manifestazione del Cristo risorto, che compie il suo esodo da questo mondo al Padre, e che l’evangelista Matteo localizza in Galilea. Nel Vangelo di Matteo, Gesù, la sera della sua passione, dopo aver comunicato il rinnegamento di Pietro, disse “dopo la mia risurrezione vi precederò in Galilea”, come disse anche alle donne, dopo la sua resurrezione: “andate ad annunziare ai miei fratelli di andare in Galilea, la mi vedranno”. La Galilea diviene il luogo della nuova evangelizzazione alle genti, la terra di missione dalla quale partire per annunziare la fede nella resurrezione del Signore. I discepoli vedono il Signore, lo adorano e lo riconoscono come il Risorto, il Figlio di Dio, e da lui ricevono il comando di andare e rendere discepole tutte le genti, attraverso il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Inizia il tempo della testimonianza della fede, e del dover e “andare” verso gli altri, non tanto per conquistare luoghi geografici o situazioni, bensì per consegnare l’annunzio del Vangelo ad ogni popolo e ad ogni uomo, perché tutti sappiano che Gesù è il Cristo, il Risorto e il Salvatore del mondo. Oggi siamo noi i destinatari di tale annunzio, e siamo noi i discepoli del Signore, inviati a raccontare e dare testimonianza con la vita e con le parole, perché il mondo creda. Il Risorto non abbandona il suo gregge, ma lo custodisce e garantisce la sua presenza sino alla fine del mondo. Crediamo davvero, che il Signore cammina ogni giorno con noi, nonostante le fatiche e i limiti della nostra condizione umana? Dinanzi ad ogni situazione di sofferenza, di povertà e di limite, siamo invitati a sollevare lo sguardo della fede, per cercare, riconoscere e contemplare il Risorto, e rinnovare ogni giorno la certezza della sua perenne presenza nel mondo, nella Chiesa e nel cuore di ogni uomo: questa è la forza della nostra esistenza di credenti. Il tempo che stiamo vivendo, sconvolto dall’epidemia, ma anche da tanti altri problemi, disagi, povertà, solitudini, guerre e sfruttamenti, è il tempo in cui non possiamo essere indifferenti, ma possiamo e dobbiamo essere un continuo rimando al Signore, attraverso le parole e attraverso una rinnovata testimonianza della carità, che ci permette di rialzarci e riprendere il cammino della vita, con la forza che viene dal Risorto.

Fr. Giuseppe Piga

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