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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Commento vangelo 14 giugno

Commento al Vangelo di Giovanni 6,51-58

Chiamati a nutrirci di Cristo pane di vita

In questa Domenica celebriamo la solennità del “Corpus Domini”, il Corpo e il Sangue del Signore Gesù Cristo, e siamo chiamati a contemplare e accogliere il dono della presenza reale di Gesù in mezzo a noi, attraverso il Sacramento di salvezza. Gesù si presenta come “il pane della vita”, e ci invita a mangiare l’unico cibo in grado di saziare la fame interiore dell’uomo, che cerca il senso più profondo della propria esistenza. Gesù ci offre la sua “Carne e il Suo Sangue” per la vita del mondo. Ogni volta che partecipiamo alla celebrazione eucaristica, ci nutriamo della Parola del Signore e ci prepariamo a ricevere il Sacramento dell’Eucarestia, forza per il cammino della vita. Abbiamo davvero bisogno di nutrirci del Corpo e Sangue del Signore, e senza questo cibo non possiamo avere il coraggio e la forza del cammino. E nutrendoci di Lui si compie il miracolo: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui”. Il mondo e ciascuno di noi vive la fatica del credere, la fatica del vivere situazioni difficili come quella che attualmente sperimentiamo a causa dell’epidemia, dove tutto viene messo in crisi, ogni certezza e ogni sicurezza. Difronte alla fragilità del tempo presente riconosciamo di dover ricercare ciò che davvero è importante ed essenziale, e ci che davvero può nutrire la nostra vita di nuova linfa, e questo nutrimento è davvero l’Eucarestia. Il giorno solenne del “Corpus Domini” è caratterizzato dalla grande processione dell’Eucarestia per le strade dei nostri paesi e città, segno del passaggio di Dio in mezzo al suo popolo e della nostra fede nel mistero che celebriamo. Quest’anno non vivremo tale evento, a causa dell’epidemia, ma ci viene chiesto di riconoscere nella fede la presenza di Cristo che abita in noi e ci rende sua dimora e “tabernacolo” della sua presenza ogni volta che ci nutriamo di Lui. Da qui nasce la consapevolezza di essere con la nostra vita, segni della presenza del Signore per tutti coloro che incontriamo e che serviamo, perché in ogni nostro fratello vediamo il volto di Cristo. Sentiamoci chiamati a celebrare il mistero Eucaristico, a contemplare e adorare quella presenza d’Amore, per poterlo riconoscere con fede in ogni fratello e sorella che in situazione di fragilità chiede il sostegno e l’aiuto dei fratelli. Questa è l’Eucarestia che ci fa Chiesa e ci rende corpo spezzato per i fratelli, sull’esempio di Gesù.

Fr. Giuseppe Piga

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