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«Non distogliere lo sguardo dal povero» (Tb 4,7)

Commento vangelo 2 agosto

Vangelo di Matteo 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

GESÙ SENTE COMPASSIONE E INVITA A DARE IL POCO CHE SIAMO

Il Vangelo di oggi, ci presenta Gesù che prova compassione per la folla. Dopo la morte di Giovanni il Battista, come il brano ci presenta, Gesù si ritira in un luogo solitario, ma la folla lo raggiunge da vari luoghi. Dal momento di solitudine, Gesù passa ad un tempo di incontro con la folla che desidera qualcosa da lui. Gesù, in questa situazione, ascolta e osserva le persone, percepisce i loro bisogni e comprende le loro più profonde necessità. Mentre il giorno volge quasi al termine e i discepoli invitano Gesù a congedare la folla, Lui, dopo attenta riflessione e discernimento, decide di far sedere tutti e invita i discepoli a provvedere per il cibo. Ma vi sono solo cinque pani e due pesci, il sufficiente perché Gesù possa compiere il gesto miracoloso che sfamerà tutta la folla. Si rivela a noi la compassione di Gesù, che con noi sperimenta la fatica e con noi vuole risolvere il problema. Lui che è Dio, poteva tutto, ma decide di agire a partire dal nostro poco, dai cinque pani e i due pesci. Perché Gesù possa saziare la folla, serve la nostra disponibilità, serve la nostra generosità, il nostro metterci in gioco. Gesù si fa nostro prossimo, viene incontro alle necessità dell’uomo, guarisce le malattie del corpo ed entra a contatto con il nostro spirito, per risanarci interiormente, ma serve il nostro contributo. Ed è molto significativo il fatto che Gesù invita i discepoli, noi, a dar da mangiare, a metterci il problema delle necessità dei fratelli, e poi a mettere a disposizione quello che siamo e quello che abbiamo. Ancora oggi vediamo ed ascoltiamo tanta gente affamata di pane, di gioia, di concordia e pace. Tante persone cercano un senso alla vita, una prospettiva futura, un posto di lavoro, un momento di attenzione rispetto alle loro sofferenze, qualcuno che si metta in ascolto e condivida un tratto di strada. Il pane che Gesù offre è rimando al dono dell’Eucarestia, al dono della sua presenza che sazia la nostra fame e la nostra sete. Passiamo dall’Eucarestia celebrata, all’Eucarestia della vita: capaci di offrire il nostro poco, il tempo, energie, condivisione, perché si moltiplichi la gioia e la speranza nel cuore di ogni uomo. Questo è il mistero della presenza di Dio in mezzo agli uomini, questo è il mistero della Chiesa: farsi prossimo ed offrire il pane dell’Eucarestia e il pane della carità e della solidarietà.

Fr. Giuseppe Piga

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