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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

Commento vangelo 16 agosto

Commento al Vangelo di Matteo 15,21-28
 
TUTTI CHIAMATI ALLA SALVEZZA
 
Oggi ci viene presentata una pagina di Vangelo molto particolare e profonda. Gesù, sempre alla ricerca di luoghi solitari in cui pregare e discernere la sua missione, entra nella regione pagana di Tiro e Sidone, fuori dai confini d’Israele, ritenuti luoghi di tenebra e perdizione. Una donna cananea va incontro a Gesù, presentando la situazione della figlia, tormentata da uno spirito impuro. Gesù, noncurante della donna, viene sollecitato dai discepoli a prendersi cura Di lei. Ecco il momento in cui Gesù comunica di essere stato inviato “alle pecore perdute della casa d’Israele” e non ai pagani. La risposta della donna apre uno scenario sorprendente che rivelerà come la salvezza sia per tutti i popoli. La donna non crede nel Dio d’Israele, ma avendo sentito parlare di Gesù, si rivolge a lui con fiducia, per risolvere la sua difficile situazione. Lei lo chiama “Signore” e si prostra dinanzi a lui. La donna viene presentata come la protagonista del racconto, lei sa di aver diritto alla misericordia di Dio, e chiede aiuto. La sua fede permette a Gesù di compiere il miracolo di liberazione, e diventa il segno di un messaggio di salvezza che non ha più confini, ma è per tutti gli uomini. Siamo invitati a scoprire la fede come nuovo criterio di unione tra noi e con Dio. La donna, straniera e pagana, entra a far parte della grande famiglia di coloro che sono amati da Dio, a causa della sua fede.
Illuminati da questa pagina evangelica, vogliamo guardare con occhi nuovi il mondo e il nostro territorio. Quante persone in cerca di segni di speranza, che in mezzo alle prove più difficili cercano un aiuto. E se le persone non sono della comunità o parlano altra lingua o hanno altri usi e costumi di vita, come ci comportiamo? Chiediamoci cosa fa di noi uomini una grande famiglia? Probabilmente, a causa delle paure o delle chiusure mentali, creiamo steccati tra noi, tra ricchi e poveri, tra sani e malati, tra persone locali ed extracomunitari, tra cristiani e non. Il Vangelo di oggi vuole dirci che la Salvezza è per tutti, e che ciascuno è chiamato alla fede, a riconoscere la presenza di Dio nella propria vita, e a dare una risposta. Desideriamo e vogliamo sentirci fratelli tra fratelli, capaci di accoglienza e fraternità, senza ridurre il valore e il messaggio della nostra fede, ma piuttosto rendendolo vivo e coinvolgente: ogni gesto di carità e di prossimità diventa accoglienza e testimonianza di fede.
 
Fr Giuseppe Piga
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