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La cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace. «In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia».

Papa Francesco, Messaggio per la LIV Giornata Mondiale della Pace.

Marcia della pace 2020

Lunedì 28 dicembre 2020, alle ore 15.00,  nella  Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù a San Gavino Monreale (via Roma, angolo via Pascoli 2 – fronte rotonda) si svolgerà la 34ma Marcia della pace dal titolo LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE. La Chiesa, la Caritas, il volontariato “ospedali da campo” in tempo di Covid promossa dalla Diocesi di Ales-Terralba, attraverso la Caritas diocesana, e organizzata in collaborazione con la Delegazione regionale Caritas Sardegna, il CSV Sardegna Solidale e il Comune di San Gavino Monreale.

 

Quest’anno a causa della pandemia l’iniziativa non potrà svolgersi secondo le consuete modalità. Essa consisterà in un momento di riflessione – nel pieno rispetto delle normative anti-Covid –  sul ruolo della Chiesa, attraverso la Caritas, e  di tutte le realtà – dagli operatori sanitari e da quelli della carità al mondo del volontariato –  in prima linea, durante l’emergenza nel garantire quella “cultura della cura” richiamata da Papa Francesco nel suo messaggio in occasione della 54ma Giornata mondiale della Pace del 1° gennaio 2021 intitolato La cultura della cura come percorso di pace. «La cultura della cura – si legge nel testo ,  quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace. (…)».

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