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«Ritorniamo a coltivare la persona umana!».
La cura della persona è la via più efficace per contrastare il male
dell’indifferenza che attanaglia la nostra società. Ho già ricordato come la prima domanda di Dio all’uomo tocchi il tema della fraternità (Gen 4,6): l’altro è la realtà. Quanto abbiamo bisogno oggi di questo sano “sbilanciamento”: tutto ciò significa prediligere lo stile della partecipazione, dell’appartenenza, del prendere l’iniziativa, della concretezza, uscendo dall’autoreferenzialità e dall’egoismo per incontrare l’altro così come egli è, senza condizioni.

(Mons. Gian Franco Saba, Messaggio e itinerario Quaresimale 2021) 

Commento vangelo Domenica 28 marzo 2021

 Vangelo di Marco 11,1-10.14,1-15,47

 

Cristo entra a Gerusalemme e si offre per noi
 
La Domenica delle Palme o della Passione del Signore, ci fa meditare e contemplare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, acclamato dalla folla che acclama “Osanna” In tal modo Egli entra nel mistero della sofferenza, passione e morte, presentato dal lungo racconto della passione. Gesù accetta di ricevere il duro legno della croce e di compiere la volontà del Padre. La croce è, dunque, il segno della adesione libera di Cristo alla volontà del Padre, la manifestazione dell’amore di Dio per l’umanità, il mistero di Dio che si fa peccatore con i peccatori. La croce rivela il peccato dell’uomo, il male del mondo e il rifiuto della Grazia divina. Ma, paradossalmente, essa diviene la risposta di Dio all’egoismo e all’indifferenza dell’uomo,
attraverso il donarsi per amore e il prendersi cura di noi uomini e peccatori. La liturgia di oggi ci invita a guardare il mistero di Cristo per imparare a donarci ai fratelli, a vivere la condivisione, a creare legami nuovi di fraternità. Il mistero della morte e resurrezione di Cristo è il centro e il momento più alto dell’esperienza del Figlio di Dio, ma è anche il centro di tutta la fede della Chiesa e la chiave di lettura di tutto il nostro vissuto. Entriamo nella grande settimana e accompagniamo Gesù che si offre per noi nella cena pasquale, che vive la solitudine e l’agonia del Getsemani, che per noi viene inchiodato al legno della croce, muore e con la Sua resurrezione ci consegna una nuova speranza di vita. Il percorso di Gesù, dal suo ingresso a
Gerusalemme, sino alla morte e poi alla resurrezione, è il percorso che guida i nostri occhi e la nostra mente e il nostro cuore, ogni volta che incontriamo le sofferenze e le contraddizioni dell’umanità. Nella passione di Cristo, vogliamo vedere la sofferenza fisica e morale e ogni forma di povertà e disagio di ogni fratello e sorella incontrati nel cammino della vita. La Passione di Gesù è la fame degli affamati, la sete degli assettati, l’oscurità degli ignoranti, l’angoscia dei dubbiosi, il rimorso dei peccatori. Chiediamo al Signore, che anche noi, contemplando il mistero della sua Passione, possiamo imparare ad ascoltare il grido del povero e dell’oppresso, e attraverso ogni nostro gesto e parola, sappiamo consegnare la speranza della vita.
 
Fr Giuseppe Piga
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