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Siamo più soli che mai in questo mondo massificato che privilegia gli interessi individuali e indebolisce la dimensione comunitaria dell’esistenza. Aumentano piuttosto i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o di spettatori. L’avanzare di questo globalismo favorisce normalmente l’identità dei più forti che proteggono sé stessi, ma cerca di dissolvere le identità delle regioni più deboli e povere, rendendole più vulnerabili e dipendenti. In tal modo la politica diventa sempre più fragile di fronte ai poteri economici transnazionali che applicano il “divide et impera”.
Papa Francesco, Fratelli tutti n.12

ImpegnoCaritas: Newsletter Caritas Diocesane sarde

Avvento 2021

TEMPO TRIDIMENSIONALE

Caritas Sassari
Per spirito di servizio fatto volentieri

di Gianfranco Addis

Ogni giorno alle 7.20 Caterina ha già aperto il Centro Servizi diocesano della Caritas di Sassari in largo Seminario 3, dove da più di 40 anni vengono distribuiti quotidianamente beni di prima necessità.

«Vado presto perché c’è sempre da sistemare qualcosa prima che inizino ad arrivare le persone che hanno bisogno». Ogni giorno sono circa 50 le persone che bussano alla porta per ritirare un pacco viveri ma anche qualche capo di abbigliamento. Aiutare chi vive in condizioni di difficoltà è sempre stato il filo conduttore della vita di Caterina che sebbene abbia superati gli ottanta anni è piena di energia, che contagia chiunque la incontri. Fin dai primi anni di vita della Caritas diocesana la sua presenza è caratterizzata dallo spirito di servizio “fatto volentieri” anche quando la fatica di avere a che fare con “certi poveri” mette a dura prova la voglia di alzarsi presto per andare a preparare i pacchi.

Caterina non usa termini altisonanti per parlare della sua fede granitica vissuta nel servizio silenzioso, lei è il riferimento per molti volontari della Caritas, come Vanna che dal 2009 ha iniziato il suo impegno al Centro Servizi spinta dal desiderio di «dare da mangiare a tutti i poveri». Convinta di occupare il suo tempo solo per qualche ora, oggi si trova a definire quegli spazi la sua seconda casa. «Sono nata per questo» risponde a chi le domanda chi glielo faccia fare. «Una naturale attività giornaliera che mi ha cambiato il carattere», anche se non nasconde che avere a che fare con certe povertà la mette a dura prova, ritrovandosi qualche volta a piangere al rientro a casa.

Un cuore di sposa, mamma e giovane nonna che le si stringe nel vedere i tanti giovani che chiedono aiuto, immedesimandosi così con Maria la madre di Gesù «trovato e vissuto nelle tante situazioni di disperazione» spesso conosciute entrando per portare il pacco viveri in tante famiglie che abitano in quella zona della città dove è nata e da sempre vissuta: il centro storico di Sassari; qui sono concentrate tante storie difficili accomunate dalla solitudine e dalla fragilità che aspettano di essere sostenute nella speranza.

A chi osservi Vanna e Caterina, mentre preparano i pacchi viveri insieme alle tante volontarie che a turno si impegnano negli spazi angusti del Centro Servizi, ma sempre pieni di vita donata, viene in mente la definizione di don Tonino Bello: “organizzatori di speranza”, che appare la giusta fotografia del servizio reso nella semplicità e nell’umiltà.

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