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La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno.

(Papa Francesco)

ImpegnoCaritas: Newsletter Caritas Diocesane sarde

Quaresima 2022

Instancabili nella carità, riconciliati con Dio e con i fratelli

Caritas Sassari
Sempre instancabilmente presenti

di Gianfranco Addis

Le tante e diverse emergenze che stanno caratterizzando questi ultimi anni con la pandemia, l’arrivo dei profughi afghani, la guerra in Ucraina, ci mostrano l’onda della solidarietà sempre in primo piano che coinvolge tante persone prontamente disponibili a donare beni di prima necessità o denaro nelle tante raccolte che di volta in volta vengono attivate. Quello che meno appare è la quotidianità dell’emergenza, una volta passato il momento emozionale creato dalla comunicazione mediatica, quando i riflettori si spengono su persone, situazioni, drammi, e l’emergenza “scompare” perché non viene più mostrata. Questa quotidianità, scandita dalle ore, dai giorni, dalle settimane e dai mesi, è vissuta instancabilmente dalle Figlie della Carità, le suore di San Vincenzo che curano i servizi nell’Ostello come nel Centro diurno, nella Mensa come nel grande complesso di via Solari che accoglie profughi e migranti insieme alle suore anziane. La loro giornata inizia alle 5 del mattino, con la preghiera, e senza soste si conclude verso le 21.30: «A quell’ora ci ritiriamo perché tutte noi abbiamo un’età avanzata e non riusciamo a reggere di più»  spiega suor Andreana quasi scusandosi con la famiglia ucraina che nei giorni scorsi è stata accolta in uno spazio riservato della loro casa di via Principessa Maria, dove ha sede anche il Centro diurno che ogni giorno accoglie persone senza  dimora, offrendo loro la possibilità di fare colazione o merenda, lavarsi e pulire i propri indumenti, stare in un riparo sicuro. Figure materne fragili nel fisico ma solido riferimento per tutti coloro che cercano serenità in una vita difficile, condizionata dal virus della solitudine che sempre ogni povertà genera.
La loro giornata non conosce momenti di relax. Sempre a tempo pieno per dedicarsi alla Mensa, alle famiglie afghane, alle suore anziane, per portare alla lavasecco lenzuola e coperte utilizzate per gli ospiti dell’Ostello, per provvedere alle manutenzioni delle diverse strutture di accoglienza, per dialogare con gli enti sanitari e sociali interessati all’accompagnamento delle persone che si affidano a chi ha fatto della propria vita un dono totale, senza fare mancare il sostegno e l’incoraggiamento ai volontari che si affiancano a loro in questo servizio continuo, ostinatamente rivolto alla ricerca del bene, segno efficace di riconciliazione con Dio e con i fratelli tutti, alimentato dalla preghiera, centro e motore di tutta la giornata.

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