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La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. 

Papa Francesco, Laudato si’, 13

Commento vangelo 23 gennaio 2022

 Vangelo di Luca 1,1-4; 4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Chiamati a portare il lieto annunzio ai poveri
 
Il vangelo di questa domenica riprende la lettura continua del testo di Luca, introducendo le prime righe del terzo vangelo, per poi proseguire con il brano che descrive l’inizio del ministero pubblico di Gesù, nella sinagoga di Nazareth. Molto interessanti le prime righe del vangelo, nelle quali Luca conferma che la fede, pur andando oltre la storia, tuttavia è profondamente legata alla storia concreta, e in questa storia, Gesù ha vissuto e operato. In tal senso è importante partire da una attenta e scrupolosa indagine: “ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza”, perché “possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”.
Luca racconta quanto vissuto da Gesù nella sinagoga di Nazareth: lesse il rotolo del profeta 
Isaia, e in particolare il brano che annuncia il tempo della salvezza, caratterizzato dal lieto annunzio ai 
poveri e dalla liberazione degli oppressi. La lettura e proclamazione del passo di Isaia, è davvero sconvolgente: Dio si rende cura di tutti coloro che vivono nella sofferenza e nella povertà, e annunzia la novità del Regno. Mentre “gli occhi di tutti erano fissi su di lui”, Gesù fece una sua riflessione, una sua brevissima “omelia” al brano appena proclamato: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”.
Gesù, consapevole della presenza dello Spirito del Signore, su di Lui, ci dice che “oggi” si è 
compiuto il tempo della salvezza, e che in Lui si realizza la salvezza per ogni uomo. Gesù viene per “portare ai poveri il lieto annuncio”, e questa missione viene affidata alla Sua Chiesa, e quindi a ciascuno di noi. Oggi siamo noi, attraverso la Chiesa, i continuatori dell’opera di Gesù, oggi siamo noi battezzati a portare ai poveri il messaggio di speranza e di salvezza. Lo sguardo di Gesù, a tutti coloro che vivono nella povertà, diventa lo sguardo e le azioni che mettiamo in atto verso coloro che, nell’oggi del mondo, vivono la povertà materiale, spirituale, morale, educativa, sociale. In questo annuncio di gioia e speranza, noi, diventiamo i missionari e i testimoni di Cristo, innanzitutto con lo stile della nostra vita, con la coerenza delle nostre opere e con la parola che consegniamo ai fratelli. Anche noi, abbiamo ricevuto l’annunzio di salvezza, attraverso il Battesimo e la testimonianza di tante persone, dai genitori ai catechisti ai nostri parroci e dalla Chiesa. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo, che ci dona il coraggio della testimonianza. Anche noi, oggi, quando incontriamo i poveri, diveniamo il segno della presenza di Dio, che dona la vita.
 
Fr Giuseppe Piga
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