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«Vieni e vedi» (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono
Nulla sostituisce il vedere di persona
Nella comunicazione nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti, solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti. La forte attrattiva di Gesù su chi lo incontrava dipendeva dalla verità della sua predicazione, ma l’efficacia di ciò che diceva era inscindibile dal suo sguardo, dai suoi atteggiamenti e persino dai suoi silenzi. I discepoli non solamente ascoltavano le sue parole, lo guardavano parlare.
(Papa Francesco, Messaggio per la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali)

Suor Irene è tornata alla Casa del Padre

Dopo una vita offerta con generosità ed entusiasmo al Signore, Suor Irene ci ha lasciato per raggiungere la comunità del cielo.

La ricordiamo con grande affetto impegnata nel suo servizio alla Mensa dei poveri di Via Rolando, instancabile testimone di amore.

Suor Irene Pintus, la suora della prossimità.

A chi capitava di passare in via Rolando, verso mezzogiorno, poteva assistere al rito giornaliero che introduceva alla mensa dei poveri: una suora che pregava insieme agli ospiti fermando per qualche istante il traffico delle auto che pazientemente si univano alla preghiera.

Suor Irene era solita accogliere così le persone che, in questo tempo di restrizioni sanitarie, si presentano alla mensa Caritas per ritirare il pranzo e la cena preparati ogni giorno con quanto donato dai supermercati cittadini e rivendite private o acquistato con i fondi 8×1000.

Qualche giorno fa l’annuncio delle consorelle Figlie della Carità: “dopo una vita offerta con generosità ed entusiasmo al Signore, Sr Irene ci ha lasciato per raggiungere la comunità del cielo”.

Era nata a Baradili in provincia di Cagliari il 30 agosto 1939, da una famiglia profondamente cristiana, due suoi fratelli sacerdoti Don Erasmo e Don Sergio, conseguì il diploma di caposala ospedaliera a Sassari.

Nel 1961 inizia il suo noviziato a Napoli nel giorno della festa della Madonna Medaglia Miracolosa, svolgendo negli anni successivi il servizio in ambito ospedaliero a Nuoro, Alghero, Iglesias, Oristano, e assumendo la responsabilità della Casa protetta di Buddusò negli ultimi anni.

Nonostante l’età avanzata e la malattia che si faceva sentire sempre più acutamente, nel gennaio del 2018 iniziava il servizio alla Mensa della Caritas turritana, gestendo una realtà complessa e faticosa.

Senza mai risparmiarsi ha provveduto all’organizzazione di un’opera segno importante per la Città che impegna decine di volontari tra il servizio in cucina, in sala e nel trasporto. Nel rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalle procedure HACCP, ha potenziato il servizio con l’acquisto di apparecchiature professionali e la sistemazione degli spazi ospitati ancora in locali troppo ristretti per le tante persone che quotidianamente vengono accolte nel loro disagio e bisogno.

Sr Irene conosceva tutti personalmente e per tutti aveva una parola di incoraggiamento e sollecitazione con atteggiamento materno. È stata particolarmente significante tutta la sua determinazione affinché il servizio mensa potesse continuare anche durante il lockdown e le stringenti restrizioni sanitarie che hanno costretto la distribuzione del pasto solo per asporto. Sole e pioggia, caldo e freddo non hanno mai fermato la suora resa debole nel fisico dalla malattia ma sostenuta da una grande forza d’animo e una fede limpida che traspariva freschezza. Per questo, generatrice di amore, viene ricordata da tutti i volontari della mensa e dagli ospiti con l’affetto che si ha per una di famiglia della mensa-casa: vera discepola missionaria.

G.F. A.

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